Dalla casa come estensione dell’essere al pensiero di ARKLABS: l’architettura come esito visibile di relazioni invisibili tra persona, luogo, materia e memoria.
Dalla casa come estensione dell’essere al pensiero di ARKLABS: l’architettura come esito visibile di relazioni invisibili tra persona, luogo, materia e memoria.
Nel vibrante universo del design e dell’architettura, un movimento verso l’autenticità e la qualità sta guadagnando terreno, ponendo in primo piano l’importanza dei materiali genuini e delle tecniche tradizionali. Una connessione intrinseca tra l’essenza dei materiali, la meticolosità delle tecniche artigianali e il loro riflesso nel valore economico dei prodotti.
Ogni spazio individuale ha bisogno di un proprio centro. Non un centro geometrico, non il punto medio tracciato con precisione, ma un centro riconoscibile, percepibile, abitabile. Un punto da cui qualcosa prende senso.
Alla fine dell’Ottocento l’architettura europea è ancora fortemente legata ai linguaggi storici. Neogotico, neoclassico ed eclettismo dominano il panorama urbano: le facciate citano il passato e la composizione è guidata da schemi geometrici rigidi.
“Less is more”. Con questa frase Ludwig Mies van der Rohe ha sintetizzato uno dei principi più radicali dell’architettura moderna: ridurre il progetto alla sua essenza. Non si tratta di semplicità formale fine a sé stessa, ma di una posizione progettuale precisa: eliminare ciò che è superfluo per far emergere struttura, proporzione e materia. Questo …
“Un uomo va verso la luce: così comincia una biblioteca.” In questa frase, Louis Kahn condensa l’essenza stessa della stupenda architettura della Phillips Exeter Academy Library. Non una dichiarazione poetica, ma un principio progettuale: la biblioteca come luogo in cui lo spazio del sapere nasce dalla ricerca della luce. L’edificio non si offre subito. All’esterno …