Louis Kahn. Verso la luce
“Un uomo va verso la luce: così comincia una biblioteca.”
In questa frase, Louis Kahn condensa l’essenza stessa della stupenda architettura della Phillips Exeter Academy Library.
Non una dichiarazione poetica, ma un principio progettuale: la biblioteca come luogo in cui lo spazio del sapere nasce dalla ricerca della luce.
L’edificio non si offre subito. All’esterno appare compatto, misurato, quasi silenzioso.

È varcando la soglia che l’architettura rivela la propria struttura profonda: un grande vuoto centrale a tutta altezza, illuminato dall’alto, dove la luce entra come presenza astratta e simbolica, che dà misura allo spazio collettivo.

Attorno a questo spazio si affacciano grandi aperture circolari in cemento armato: forme pure, primarie, che rendono visibile il rapporto tra struttura e luce. Il centro non è occupato, ma lasciato vuoto. È uno spazio collettivo, quasi sacro, che rappresenta il sapere come dimensione condivisa.

Sul perimetro, invece, Kahn colloca le nicchie di studio individuali, tutte dotate di finestra. Qui la luce è laterale, controllata, umana. È la luce della concentrazione, del tempo lento, del rapporto diretto tra individuo e conoscenza.

Ogni studente è solo, ma mai isolato: sadi appartenere a un organismo più grande.
La forza della Biblioteca di Exeter non risiede nell’eleganza formale, ma nella chiarezza del metaprogetto. Kahn non progetta un edificio bello, ma un’idea costruita: il sapere come percorso, la luce come origine, lo spazio come strumento di elevazione.
In un tempo in cui l’architettura rischia di ridursi a sola immagine, Exeter ci ricorda che l'architettura nasce dalla funzione più profonda: dare forma a un’esigenza umana.









